Paesi di Calabria  

TERREMOTO CALABRO-SICULO
DEL 28 DICEMBRE 1908

L'Opera dellaCroce Rossa Italiana e del Gruppo Indipendente Fiorentino
 

Alle 5,21 del 28 dicembre 1908 il più disastroso terremoto mai avvenuto in Europa distrusse Messina, Reggio Calabria e i dintorni delle due città dirimpettaie dello Stretto. Fu una scossa paurosa e "interminabile", come raccontarono i superstiti del terribile sisma. Trenta secondi che cambiarono il destino di una parte di Calabria e Sicilia nel punto in cui le due regioni si specchiano nelle acque dello Stretto. Il tragico bilancio fu di quasi centocinquantamila morti. Il doppio di quanti ne abbia causato — tanto per avere il senso delle proporzioni del disastro — la bomba ato­mica lanciata dagli americani su Hiroshima, la terrificante tragedia che giustamente viene ricordata come la più grande sciagura del XX secolo.

Quel terremoto, le cui conseguenze nei territori interessati si risentono ancora oggi a distanza di un secolo, si può considerare come la più grande catastrofe naturale della penisola italica, fin dai tempi dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.

Migliaia di pagine sono state scritte sul terremoto di Reggio e Messina. Libri, reportage, corrispondenze degli inviati dei giornali di tutto il mondo, testimonianze di uomini di cultura. Pagine di dolore autentico ed espressione di una solidarietà unanime e gratuita. Nella relazione del colonnello Charles Delmè-Radcliffe, addetto militare inglese a Roma ai tempi della catastrofe nell'area dello Stretto, c'è un passaggio che rende l'idea della gravita del disastro ancora meglio di una cronaca o di un resoconto giornalistico. Scrive il colonnello Delmè-Radcliffe: "Allorché giunsero i soccorritori, trovarono soltanto un colossale mucchio di macerie, con incendi divampati in diversi luoghi, morti e vivi conficcati nelle rovine come uva passa in un dolce. Le strade erano impraticabili, non una casa era agibile. Perfino le casse di legno e ogni altro materiale contenutovi erano così rovinati da non potere servire a nulla. Non v'era cibo, né acqua, né luce, né ospedali, né polizia. Era addirittura difficile sbarcare. Praticamente tutto doveva essere improvvisato" .

Questa era la cronaca, una delle tante, di un disastro totale, di una distruzione mai vista prima. I volontari e i soccorritori non sapevano da dove cominciare. Quella sciagura registrò il primo esempio di solidarietà tra i popoli di tutto il mondo. I giornali uscirono con le prime edizioni riportando notizie prima frammentarie e poi sempre più allarmanti e particolareggiate.

Prefazione di Domenico Nunnari


N. riferimento Prezzo Note Anno Pagine Modulo per Ordinale il Libro
ISBN 978-88-7858-031-7 euro 15,00 ------ 2008 224


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