Narrativa  

NOBILTA' IN CALABRIA
Autore Isabella Surace
NPaziente e attenta ricostruzione della storia dei conti di Pontalto di Radicena, dell'Autrice taurianovese Isabella Surace. Per coloro che si accostano, per la prima volta, alla stesura di vicende storiche, non è compito facile, in quanto spesso vengono ignorati gli "strumenti" adatti per una necessaria metodologia della ricerca storiografica, specie quando si tratta di storia locale. Ma gli strumenti adatti non sono man¬cati a Isabella Surace che, evidentemente, con la tanta passione della neofita, e con certosina pazienza, si è cimentata nel ricostruire la storia dei conti di Pontalto, nella Radicena dell'Ottocento. Interessanti ed eloquenti appaiono i documenti, riportati nel suo saggio, reperiti presso archivi pubblici e, soprattutto, presso privati (specialmente quelli in possesso della famiglia Cordopatri di Amato e delle suore del locale Asilo). Attraverso questa documentazione d'archivio, dove le carte ingiallite dal tempo acquistano un fascino particolare, l'Autrice ha potuto ricostruire la storia della famiglia Lo Schiavo e di due gentili dame dell'Ottocento: Rosa Zerbi e Benilde Rossignani. Quest'ultima ci ricorda un'altra nobildonna di quell'epoca che fu l'artefice di convinte e continue battaglie per l'emancipazione della donna, la quale con i suoi romanzi e gli studi approfonditi, mise in rilievo lo sfruttamento femminile in un tetro ambiente di sfruttati e sfruttatori. Questa dama, napoletana di nascita e calabrese di adozione, porta il nome di Clelia Romano, moglie del marchese Francesco Pellicano di Gioiosa jonica. Ebbene, proprio questa scrittrice di talento, ci ricorda nei modi, negli atteggiamenti, nei suoi fini comportamenti, la nobildonna Benilde Rossignani, seconda moglie di don Pasquale Lo Schiavo, conte di Pontalto e senatore del Regno. Pasquale Lo Schiavo, reduce da un lungo passato borbonico, fedele a re Ferdinando li di Borbone, come d'altra parte tutta la sua famiglia, indossò la sfarzosa divisa delle guardie d'onore, cambiando poi "casacca" al momento della proclamazione dell'Unità d'Italia, per indos¬sare un'altra divisa, cioè quella di Maggiore della Guardia Nazionale, giurando così fedeltà ai Savoia. Un passato non proprio limpido, quel-lo del conte di Pontalto, ma riscattato dai comportamenti gentili ed eccellenti delle due mogli; la prima, Rosa Zerbi, che dona con amore caritatevole parte delle sue sostanze all'Orfanotrofio femminile di Radicena: una donazione contestata che porta alla ribalta un notabile del luogo non proprio fedele alle ultime volontà della donante. La seconda moglie, Benilde Rossignani, continuamente ripeteva che "a far del bene non si sbaglia mai". Interessanti, quindi, sono le storie narrate; sono tessere di un mosaico di una microstoria che contribuisce a fare la grande storia di una Calabria sempre derelitta e abbandonata, dove il sopruso è la nota dominante, talvolta addolcito, però, da tante anime sagge e buone. Il volume è arricchito di tante foto che rispecchiano l'età giovanile della nobildonna Benilde Rossignani e del conte Pasquale Lo Schiavo: foto preziose che Isabella Surace, con tanto amore e con tanta pazienza, ha potuto reperire in archivi privati. Pertanto, il saggio si consiglia ai lettori, specialmente agli abitanti di Taurianova e paesi limitrofi, perché trattasi di un lavoro fatto di pezzi di storia inediti che vanno letti e meditati. Esso costituisce un interessante esempio di come si possa contribui¬re alla ricerca storiografica grazie al culto equilibrato delle memorie del nostro passato.


Recensione del Libro

N. riferimento Prezzo Note Anno Pagine Modulo per Ordinale il Libro
88-7858-023-6 euro 10,00 ---- 2010 151


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