 |
Qualcuno
penserà che ristampare oggi, anche se in rigorosa e moderna edizione
critica, uno scritto del Settecento riguardante un comune come Bova,
ormai - sempre a parere di costui! - 'storicamente' insignificante,
sia una operazione culturalmente inutile, o frutto di un cervello bizzarro
che mette in circolazione uno scritto ignorato per secoli, nell'illusorio
tentativo di recuperare, e riscattare, una tradizione 'locale' tanto
prestigiosa un tempo, quanto oggi irrimediabilmente svanita.
Ebbene, eccomi 'cervellotico' confesso e non pentito, mettere in circolazione
un testo rimasto quasi ignorato per circa due secoli e mezzo.
In quel lontano 1700, lo scrittore era sostanzialmente un isolato. Scriveva
per pochi come lui. Era diviso da un muro invalicabile di analfabetismo
e d'incomprensione. Oggi, per fortuna, la cose stanno ben diversamente.
L'analfabetismo e l'aristocrazia culturale sono, quasi del tutto, memoria
triste dei tempi andati. Il testo di Domenico Alagna può essere
letto e discusso da un pubblico di lettori vasto e qualificato. Essendo
fortemente persuaso del valore delle suggestioni psicologiche della
lettura, mi auguro, altresì, che anche gli altri lettori provino
le mie stesse sensazioni ed emozioni.
Questo originale medaglione su Bova di don Domenico Alagna merita di
essere conosciuto non solo per il suo valore storico, ma anche perché
capace, con la sua prosa semplice e colloquiale, e i suggerimenti sottintesi,
di riaccendere memorie sopite e di far nascere desideri di ricerche
ulteriori.
È uno dei tanti testi che si sono lasciati nell'oblio perché
non ci si è resi conto del loro valore di testimonianza di momenti
di vita vissuta, oltre che di racconto di memorie di una vicenda culturale
e sociale ormai scomparsa.
Se si tengono ben presenti le ragioni metodologiche, gli intenti storiografici
e i criteri di edizione, che stanno alla base di un'impresa così
straordinaria come questa voluta e realizzata dall'abate Cesare Orlandi,
il lavoro di Domenico Alagna assume il valore di un documento storico
autentico. E, pur senza avere l'ambizione di rivestire di 'bella letteratura*
il racconto storico, politico, economico, scientifico, religioso e artistico,
raggiunge spesso la tensione stilistica e l'eleganza formale dello scrittore
brillante.
|