Paesi di Calabria  

I COMITATI DI LIBERAZIONE NAZIONALE
nella provincia di Reggio Calabria
Autore Isabella Loschiavo Prete
Il lavoro è scaturito da documenti originali depositati presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria.
Il periodo storico trattato, molto delicato e nello stesso tempo, compromettente sul piano politico, è stato presentato obiettivamente parafrasando la fitta corrispondenza dei Comitati di liberazione con il Prefetto, con i privati, con gli Enti pubblici, con le Amministrazioni Comunali.
L'autrice ha adoperato la tecnica dello "straniamente" attenendosi al carteggio epistolare, paradigmatico dello status di disagio conseguente agli eventi del secondo conflitto mondiale. Le lettere di denuncia dei privati inquadrano la condizione scabrosa, nella quale si trovarono coloro che non hanno innescato meccanismi di connivenza con il potere fascista.
Dalle note del Prefetto, dai reclami contro i politici filofascisti si evince che in tutta la Provincia di Reggio Calabria i diversi Comitati comunali rivestivano un ruolo preminente nella gestione amministrativa. Il Comitato provinciale di Reggio Calabria, durante le sedute ordinarie e straordinarie, prendeva in considerazione problemi di ordine pubblico di tutti i Comuni. Lo stesso intratteneva rapporti epistolari con altri Comitati operanti nel Nord-Italia per assumere decisioni di rilievo a scopo umanitario. Era in contatto con movimenti patriottici ed aderiva ad iniziative culturali e sociali a livello non solo regionale, ma anche nazionale.
Operanti per un triennio, si sciolsero il 29 agosto del 1946.
Nel documento di scioglimento sono esposti tutte le finalità perseguite e gli obiettivi raggiunti.

Quando la democrazia vinse la sua battaglia sulla tirannide fascista
Al libro "Comitati di liberazione nazionale" è scaturito dal desiderio di scovare nel passato e ricercare notizie inedite sulla Calabria, che i libri di testo, a livello nazionale, non riportano emarginando la nostra regione a guisa di cenerentola. Ho voluto dimostrare che anche nella provincia di Reggio Calabria fervevano i patriottismi e serpeggiava tra la gente l'anelito di libertà. Come specifico nell'introduzione al libro, non ho voluto assumere posizioni partitiche, ma soltanto esporre il dato storico riferendomi ai documenti consultati nell'Archivio di stato di Reggio Calabria. I nomi di coloro che sono stati artefici di quel periodo critico sono stati tratti da un ampio carteggio, inconfutabile. Sono presenti cinquantuno paesi del Reggino, protagonisti di molti eventi connessi alla costituzione dei Comitati e alla gestione amministrativa. Ma i capitoli più interessanti sono quelli che riportano le denunce e i reclami contro i filofascisti, ed anche dichiarazioni ,da parte dei privati, dei soprusi patiti durante la dittatura. Significativo, ad esempio, è l'assunto di una madre che sottolineava che il figlio, durante il periodo fascista, era rimasto disoccupato per ben quattordici anni, in quanto non aveva la tessera fascista, benché fosse diplomato ed iscritto all'Università e invalido al servizio militare. Ed inoltre un certo Antonino Malvaso di Rosarno dichiarava : " Nell'aprile del 1939, cioè alla prima distribuzione delle carte annonarie mi permisi di reclamare il diritto al pane, alle prime parole da me espresse, venivo denunciato e portato dinnanzi alla Commissione provinciale, per essere inviato al confino". Un certo Fazzolari di Taurianova raccontava di essere stato perseguitato dal Segretario politico del paese,ed , in preda all'ira, aveva attentato alla sua vita, per cui era stato condannato a venti anni di reclusione. Dopo l'espiazione di nove anni e tre mesi di pena, era stato deportato in Germania dai Tedeschi, ad Amburgo, dove aveva sofferto la fame, maltrattamenti di ogni genere, legato al palo e con minaccia di impiccagione essendo di idee contrarie. Fu liberato dagli alleati, ma tornato a Taurianova, fu di nuovo perseguitato dalla mano invisibile dell'ex fascista e rinchiuso a Palmi ad espiare una pena ingiusta.Altri esempi di soprusi sono menzionati nei capitoli suddetti, dai quali si evince un quadro desolante della nostra provincia reggina, in preda alla persecuzione e al disordine. I Comitati, operanti per un triennio, si sciolsero il 29 agosto del 1946. Nel documento di scioglimento si evidenzia che l'opera svolta dai componenti non è stata vana perché la democrazia ha vinto la sua prima battaglia consentendo al popolo italiano di proclamare la Repubblica. In particolare i giovani hanno il dovere di conoscere il passato per costruire un futuro di pace e di libertà, aborrendo gli estremismi da qualsiasi ala partitica provengano.
Isabella Loschiavo

N. riferimento Prezzo Note Anno Pagine Modulo per Ordinale il Libro
200401 euro 10,00 --------- 2004 144



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