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Questo
libro vuoi essere la rivelazione di un uomo che anche da morto può
dare ancora qualche insegnamento all'eventuale lettore, dopo tanti averne
dispensati a piene mani a quanti ne venivano a contatto, rimanendone
calamitati, a livello culturale, scientifico e apostolico.
Rivelazione che viene evidenziata non dall"amico della mia parte
migliore" (come mi si rivelava in qualche lettera) ma dalla sua
stessa voce che traiamo - 1) da alcune pagine della sua lunga autobiografia,
vergata a matita in 40 pagine di protocollo, per mandarla (non alle
stampe ma, dattilografata) a chi di competenza nella vertenza sorta
in conseguenza di una diabolica calunnia (all'estero, mentre il popolo
di Dio lo acclamava) che gli ha fatto sbarrare il suo sacerdozio, -
2) dall'epistolario (di cui mi ha degnato destinatario) rivelante un
grande cuore e una mente eletta.
Sue ultime espressioni, partendo da questo mondo, confermate dalle sorelle
che l'assistevano e dal sacerdote che gli amministrò gli ultimi
sacramenti: "sempre sereno, pur soffrendo atrocemente, soprattutto
negli ultimi giorni, lucidissimo fino all'ultimo e certamente consapevole
della sua imminente dipartita accompagnata da un particolare sorriso
e con questa consegna: "- Non informare nessuno
- Attenersi alla massima semplicità
- Niente fiori; devolvere la somma alla Casa del Clero in Torino (e
pensare che la calunnia era partita dal clero, anche se non di Torino)
- Addossare a lui la responsabilità delle tranquillanti notizie
che le sorelle davano, per suo desiderio, a tutte le continue richieste
telefoniche".
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